Australia
21-10-2011 - Broome - Dal 7 Ott al 29 Nov - campeggio
zappa, rastrello e piccone
Dopo circa una settimana di timidi tentativi, la maggior parte dei quali passati a compilare fogli o a consegnare a manager distratti il mio miserabile Curriculum ottengo un lavoro. Tutto questo a 3 min di bicicletta dal mio campeggio e meglio ancora lo stesso lavoro fatto in Italia, qui lo chiamano land scaper per differirlo da giardiniere. Poco importa non capisco un termine di quello che i miei capi mi dicono di fare, ma con un po’ di sano spirito d’ improvvisazione e buona lena mi destreggio nel meraviglioso parco privato, scavando tante, tantissime buche in un terreno rossastro che quando e’ asciutto e’ terribilmente duro come il cemento. Cosi’, come quasi neanche accorgermene vengo assorbito dal mondo del lavoro, con i suoi pregi e i suoi difetti. I lati positivi, qui in Australia e’ tutto piu’ caro, ma anche gli stipendi e se si vive in un campeggio, si fa la spesa al super mercato e non si esce la sera e’ possibile risparmiare. Quelli negativi sono la fatica di fare un duro lavoro con questo caldo umido. Sudore e schiena dolorante, stanchezza cronica alleviata fortunatamente dal sereno spirito di gruppo dei colleghi. Le settiamane volano tra il mio principale lavoro e altri mille extra lavoretti che saltano fuori se non ti tiri indietro a niente e se accetti il fatto di essere trattato da “buon immigrato”, come paga e tipo di lavoro intendo. Per dieci sere lavoro qualche ora in un ristorante Thailandese dove posso scoprire che il cameriere non fa per me. Troppi nomi esotici da ricordare mentre sono intento a non far cadere i piatti addosso ai clienti Ogni domenica coltivo un “hobby” che mi permette di risparmiare sull’ affitto, quello di rastrellare le foglie che perennemente cadono dagli alti alberi del campeggio. Per una settimana, tanto per non perdere il vizio con il rastrello, dopo il lavoro per un paio d’ ore nel pomeriggio aiuto Alan in un ranch di cammelli. Inoltre per qualche fine settimana raccolgo succosi mango in un’ azienda di un collega fuori citta’. Tutti lavoretti che mi tolgono molto tempo libero ed energie, ma che contribuiscono al mio obiettivo. I caldi giorni volano velocemente, le brevi serate passano con qualche birra e una chitarra suonata vicino alle tende della combriccola di amici. Condividividiamo buone cenette, le fatiche, le gioie e i dolori delle nostre vite lavorative, ovviamente ricordando il nostro passato e sognando sui nostri futuri viaggi.
06-10-2011 - Broome - Dal 29 Sett al 6 Ott
campeggio
C’e’ qualche cosa di diverso qui, una sensazione anomala rispetto alle altre citta’ incrociate precedentemente. Molti giovani per le strade del soleggiato centro cittadino situato in una piccola penisola circondata a Sud da mangrovie e a Nord Ovest da lunghe spiagge di dune bianche. Esploro accuratamente le aree intento a trovare un buon campeggio, dal punto di vista di posizione ed economico. Nella zona turistica di Cable Beach ne trovo uno. Intendo fermarmi qualche giorno per sistemare il portapacchi, ma nel frattempo mi guardo intorno per capire cosa potrei fare qui. Il caravan park e’affollato da molti super organizzati camper e da back pakers, questo il nome che gli australiani generalizzando danno ai giovani viaggiatori. C’e’ gente da tutto il mondo, ognuno con glorioso passato da vagabondo in Australia e non solo. Inizio a conoscere i miei vicini di tenda, la bella ed incomprensibile Luise, Paul e Diana una coppia intercontinentale incontratasi in centro America e Steve e Michelle, due inglesi che serenamente affrontano la loro avventura lavorativa ormai da mesi in Broome. Molti spunti da loro e da altre persone. Ok mi sono convinto questo sara’ il mio paesino per un po’. Inizia la disperata e timida caccia al lavoro. Con un po’ di disorientamento mi indirizzo alla ricerca di un’ occupazione non chiaro su cosa voglio fare, spostandomi da un ristorante per improvvisarmi cameriere ad un resort per un eventuale posto da giardiniere. Cosi’ facendo posso esplorare meglio la citta’ e notare che questo posto mi convince sempre piu’, per le sue dimensioni ridotte, per le piste ciclabili che raggiungono ogni punto strategico. Per la gente rilassata che passeggia nel turistico centro di China town, che di Cina ha solo il nome, per i tramonti infuocati sulla lunga e maestosa spiaggia di Cable beach. Per me vivere qui e’ un lusso, ho un frigo ed una cucina, ora mi mancano solo i soldi per fare un buona spesa......
27-09-2011 - Derby - Broome - Dal 26 al 28 Sett
tenda libero - Km: 100 – 93 – 30
Poco piu’ di due giorni di pedalata. Nulla cambia attorno a me a parte un forte vento contrario che arriva dalla sempre piu’ vicina costa. Pedalo con molti pensieri in testa, forse e’ arrivato anche per me il momento di piazzare la tenda per un po’ nello stesso posto e trovarmi un lavoro. Ne ho bisogno e prima o poi devo accettare la sfida di inserirmi in un contesto, non solo vivere il luogo da passegero. Sara’ un bel cambiamento e sicuramente sara’ piu’ difficile che superare qualsiasi montagna, ma ce l’ han fatta tutti quelli che ho incontrato fin ora, quindi ce la posso fare anch’ io a trovare un lavoretto. Supero il grande incrocio che mi condurra’, un giorno a sud in direzione Perth ed imbocco la strada per Broome, l’ ultima notte nella bush e di buon mattino entro in citta’.
24-09-2011 - Born to Be Wild - Dal 23 al 25 Sett - Derby
ospitato
Appena fatto scorte, mentre pedalo in direzione centro una macchina si accosta. Il conducente e’ uno snello sessantenne americano in citta’ per lavorare e proseguire il suo viaggio in bici. Mi invita a dormire nel suo posto, un’ autorimessa; almeno e’ quello che mi e’ sembrato di capire... Dopo alcune ore passata all’ information centre e nella graziosa biblioteca raggiungo Gene e scopro la mia tana per la notte. L’ area e’ molto estesa ed un ammasso di lamiere arrugginite sono accatastate sotto ad un Sole caldo. Qualche container e gru. Il posto a quanto pare e’ di Captain crane che con il giovane figlio gestisce il business dei trasporti locali. Vivono in una sorta di palafitta e da mesi permettono a Gene di accamparsi in una zona remota del “parco”. Io piazzo la tenda vicino alla sua e mi preparo a sostare per qualche giorno. Ho bisogno di risolvere alcuni problemi meccanici e di inserimento nel mondo occidentale. Gene viaggia con una bici a tre ruote, di quelle che pedali da sdraiato e un grosso carrellino. E’ da circa 10 anni che se la gira per l’ Australia. Mi racconta di luoghi e lavoretti da fare qua e la’. Io ascolto interessato mentre ancora attonito osservo quello che mi circonda. Piu’ o meno uno scenario di Harley Davinson e Marlboro Man un mitico filmaccio americano anni 80. Tutto macchiato dal forte odore di olio di motore. Un altro cow boy presente sul set e’ Dayler, conosciuto anche come Green can. Con lui trascorro una bouna domenica in officina a fare un po’ di manutenzione alla bici. Tutto questo accompagnato da una cassa di birra e dal rock trasmesso da una gracchiante radiolina. Green can vive in un container da anni e qui a Derby ha trovato la sua pace dopo anni passati a vivere con la moglie nella bush e probabilmente qualche guaio con la legge, ma non tocchiamo questo tema, preferisce raccontarmi di suo suocero in Italia, si ricorda di aver bevuto grappa con lui, ma non ricorda il nome della citta’. Un tipo strano, selvatico e buono. Rimango sempre sorpreso ad inocontrare certa gente, allora e’ vero, gli “eroi” non esistono solo nei film.... Un altro buon pomeriggio lo trascorro a casa di Mandy, una donna incontrata in bibioteca. Vive fuori citta’, in mezzo alla natura. Lei e suo marito si prendono cura delle bestiole ferite dalle macchine. Il giardino e’ pieno di canguri e wallaby, una specie piu’ piccola dei cugini marsupiali. Un buon momento passato con persone serene e soddistatte. A parte l’ alta marea da record mondiale che innonda le mangrovie infestate dai salties e la bella biblioteca non c’e’ molto da vedere a Derby. Saluto i rocker della strada e mi dirigo verso la turistica ed un tempo freakkettona cittadina di Broome.
21-09-2011 - Da Kununurra a Derby - Dal 15 al 23 Sett
tenda - Km: 58 – 95 – 75 – 75 – 77 – 74 – 82 – 91 – 94 – 49 – 80
Dopo un buon giorno di pausa riprendo la marcia e superato un ponte che taglia il piu’ grande bacino artificiale dell’ emisfero Australe dopo qualche km arrivo ad un incrocio stradale, perfetto lo sterrato inizia e imbocco la leggendaria strada. Le prime impressioni sono quelle di niente di emozionante a parte la strada dissestata e qualche grossa collina in lontananza. Sono preoccupato per i rifornimenti d’ acqua, ma dovrei trovare abbastanza fiumi lungo il percorso. Poche jeep alzano polvere al loro passaggio e nel silenzio pedalo allontanandomi sempre piu’ dalla strada principale. Solo ora mi rendo conto che in 700 km a casa mia posso incontrare mille paesi. Qui no, solo due road house!!!!! Ho acqua per qualche giorno e cibo per circa una settimana, niente di particolarmente sfizzioso, ma essenziale per potermi sfamare. L’ attraversare il Pentecost River mi da gli stimoli giusti, rompere piu’ volte il porta pacchi anteriore no, ma e’ la sfida dello sterrato. Alcuni punti sono particolarmente suggestivi e la grande emozione me la ragala l’ approviggionamento d’ acqua in qualche fiume praticamente in secca. Acqua salmastra ma preziosa, ogni tanto ho paura dell’ attacco di qualche coccodrillo, sono a casa loro qui. Io ho bisogno di bere e loro di mangiare carne, tutto in accordo con le basi della catena alimentare. Ho avuto la possibilita’ di vivere forti emozioni. Incontrare alcuni aborigeni su un fiume. Per la prima volta ho potuto vedere il loro sorriso e la loro gioia nel vivere la loro terra. Anche l’ incontro di Carol e Sjef e’ stato importante, un’ arzilla coppia di vecchietti avventurieri. Con loro ho condiviso un buon pranzo all’ ombra di grandi piante e piacevoli conversazioni a riguardo della storia deglia aborigeni e la vita degli immigrati europei in questa lontana terra. Per caso gli ho incontrati nuovamente in un parco naturale. Tutto molto emozionante: il canyon, i pipistrelli ed i piccoli coccodrilli in riva al limpido fiume, direi un luogo meraviglioso!!!! Dopo circa nove giorni di gola seccata dalla polvere delle maledette onduline sabbiose sulla strada termino la Gibb river road. Anche questa e’ passata,ora sono sull’ asfalto che porta alla piccola cittadina di Derby. Sono in cerca di un super mercato, ho bisogno di vitamine.
10-09-2011 - Da Katherine a Kununurra - Dal 10 al 13 Sett
tenda libero - Km: 103 – 98 – 140 – 110 – 58
Aria calda, arbusti, alta e secca erba che colora d’ oro l’ eterna pianura, questa e’ la Savannha Way, la strada che taglia da Est a Ovest il Nord del Paese. Per me sono i primi 125 Km al prossimo rifornimento acqua, ma anche i seguenti cinque giorni per raggiungere Kununurra. Tutto e’ lentamente uguale. Devo oltrepassare una piccola frontiera tra il Northen Territory e la Western Australia. Nella dogana i ranger sono intenti a non fare passare frutta e ortaggi per non contaminare gli ecosistemi delle due differenti coste. Il nemico numero uno e’ un famigerato rospo, detto Cane. Una forntiera pericolosa dunque. Il paesaggio non cambia, un lungo e a volte noioso stradone mi conduce alla meta. La cittadina sorge in riva ad un grande lago e le mie impressioni non cambiano a riguardo dei centri abitati, per me sono solo un comodo modo per far rifornimento e godere di una doccia. Il campeggio e’ affollato da giovani prevalentemente francesi occupati per la raccolta di frutta, un probabile mio lavoro futuro e ottengo alcuni spunti a riguardo, ma per ora mi voglio allontanare dalla zona delle piogge. Ottengo informazioni sulla Gibb river road, un must per gli amanti del fuori strada. 700 km di sterrato in mezzo ai coccodrilli con l’ attraversamento di qualche fiume. Una buona scusa per evitare la strada principale e raggiungere Derby sulla costa nord ovest.
07-09-2011 - Da Darwin a Katherine - Dal 5 al 9 Sett
tenda libero - Km: 121 - 95 - 96 - 106 - 40
Arriva il mattino della mia partenza e con un mogio ruggito saluto i miei compagni di tana e seriamente preoccupato per le distanze, ovvero da un punto dove posso trovare acqua e l’ altro, lascio l’ ordinata citta’ seguendo una pista ciclabile all’ ombra di alti alberi. Un lusso che dura poco, infatti alle spalle di essa mi attende una sterminata distesa di bassi alberi e aridi arbusti. Nessun rumore creato dall’ uomo, a parte il raro caso di passaggio di qualche “ road train”, una bestia meccanica di dimensioni inimmaginabili. Per esempio quattro rimorchi trainati da un solo cammion ti fanno ricordare velocemnte che la strada e’ percorsa anche dall’ uomo ogni tanto, non solo dai canguri e ogni sorta di pennuto e lucertolone. Sono un po’ preoccupato anche per l’ incontro di tutte le specie animali che possono danneggiarmi, in questo Paese a quanto pare ce ne sono parecchie, quindi ogni volta che metto piede nella bush, la loro savana, sto molto attento. Mi sento un pesce fuor d’ acqua qui, ma sono stimolato a raggiungere il mio primo obiettivo, la citta’ di Kathrine. I primi due giorni li trascorro all’ interno di un parco naturale, un piccolo antipasto per quello che mi offrira’ questo continente. Le ore passano lentamente sotto ad un potente Sole sugli infiniti rettilinei che tagliano il nulla. Raramente incrocio paesini, o meglio road house.quando finalmente ci arrivo, incredulo osservo quello che mi circonda, tutto come in un film americano. Petrol Station e casette di lamiere, piccoli uffici postali all’ interno di cari minimarket. Le news locali annunciano la cattura di un grosso coccodrillo,tutto sotto controllo, mi sento al sicuro qui, i ranger pattugliano la zona!!!! Lascio il triste e vuoto luogo di ristoro, meglio il suono del nulla che il luccichio di enormi Caravan e 4WD parcheggiati nel luogo dei vizi. Si perche’ per me tutto, anche una semplice bibita ha prezzi proibitivi, non e’ piu’ come in Asia. Qui e’ fame, sete e lunghe e desolate strade, che pero’ mi offrono l’ assoluta liberta’ di dormire dove voglio, godendomi ogni tramonto e alba, cullato a volte dal canto dei dingo. Un regalo della notti wild. All’ arrivo a Kethrine rimango deluso dalla cittadina. Del resto non posso prentendere molto da un’ insediamento creato per un grosso incrocio stradale. Puoi viaggiare tutta La Nazione da sud a nord o da west a est passando per questo desolato paesone. Il vedere le condizioni di vita di alcuni ‘sconfitti’ aborigeni mi stravolge. Ancora la totale indifferenza della gente che parallelamente vive lo stesso tipo di realta’. Qualche pensiero e dopo il salasso al super mercato trovo rifugio in un campeggio fuori citta’. Una doverosa doccia e una passeggiata in un fiume in secca, questa e’ la dry season, l’ acqua per il momento scarseggia, ma verra’ presto il momento in cui innondera’ anche le strade. Posso con mia grande gioia vedere un piccolo coccodrillo sull’ altra soleggiata sponda, ottimo non devo temere quello che mi circonda, devo conoscerlo prima. Nella organizzata cucina del campeggio incontro una selvatica famigliola che tra birre e BBQ viaggia il proprio paese ovviamente su un grande mezzo super attrezzato. La gente in questo remoto luogo della “ piccola isola” non rispetta il convenzionale stile di vita british, quello dei baronetti intendo, questa e’ la patria degli AC DC non per niente, rock and roll puro. Tutto attorno a te e’ troppo grande, il pensiero di liberta’ nasce spontaneo, percio’ tutti si sentono liberi qui. Dopo mezza giornata di sosta, stracarico d’ acqua e pochi vizzi il mattino seguente lascio la citta’ con la certezza di altri giorni che passeranno nella infinita Natura.
02-09-2011 - La Spiaggia dei leoni – Darwin - Dal 31 Ago al 4 Sett
tenda - libero
La spiaggia di Mindil e’ un luogo cult tra i back pakers che sostano a Darwin, per la sua natura incontaminata e anche perche’ nell’ ombreggiato parco adiacente e’ possibile avere gratutitamente accesso al bbq e ai bagni, tutto fila liscio nella mentalita’ scrocco/ risparmiatrice dei goivani viaggiatori che con ogni mezzo di rottame percorrono lunghe tratte di Australia lavorando qua e la’. Qualche veterano e’ qui gia’ da due anni, ma non ho intenzione di ascoltare la sua impresa, per ora sono un pelo emozionato per come sara’ il mio viaggio per me, tutto nuovo e specialmente le lunghe distanze. Mentre attendo lo sbrigare della burocrazia trascorro le mie giornate a ciclobarboneggiare a spasso per la citta’ con la bici carica e pronta ad ogni evenienza. La compagnia e’ ottima, un bel gruppo di italiani arrivanti un po’ assieme ed un po’ incontrati qui affollano segretamente un tratto di spiaggia battutto da poche persone. La marea gentilmente sale fino a sfiorare la mia tenda, in questa stagione dicono che i i salties, i grossi coccodrilli, non popolano la zona, quindi mi sento al sicuro e dopo buoni pomeriggi e nottate con la combriccola mi addormento sempre serenamente. Il caldo arriva presto e riprendo la routine quotidiana alla ricerca di acqua e ombra. Ho la possibilita’ di lavorare una sera allo Stadio di Rugby. Una sfida interminabile, quattro ore al bancone del bar, cercando di immaginare il nome del drink pronunciato da ogni sorta di probabile alcolista che si presentava tra una pausa e l’ altra della partita. Ore intense a pensare che in questo Paese caro come il fuoco dovro’ trovarmi un lavoro prima o poi. Per ora ottendo informazioni e stimoli dai “leoni”, sara’ un nuovo tipo di viaggio.
27-08-2011 - Le prime impressioni - Darwin - Dal 26 al 30 Agosto
ospitato
Un’ aria calda e dolciastra mi da il benvenuto all’ uscita dell’ aereo nel piccolo aeroporto internazionale di Darwin, la citta’ principale della regione del Northern Territory. C’e’ qualcosa di strano da questo odore, forse e’ la mia immaginazione, ma quest’ aria profuma di grandi spazi..... Impiego molto tempo a rimontare la bici e a raggiungere l’ abitazione di Chris, un quarantenne sordo nudista australiano che grazie a couchsurfing mi ospitera’ per i primi giorni. Incontro il suo coinquilino Kim, un giovane di Sidney di origini cinesi che da qualche anno cazzeggia nel Nord facendosi mantenere dal democratico e ricco Governo. La casa e’ un porto di mare e dopo poco arriva Taylor, un canadese autostoppista -“so tutto io” che da sette anni gira per il Mondo e transita da Chris prima di andare in Indonesia. Interessanti le sue storie, non per tre giorni consecutivi..... Passeggio per l’ ordinata e ricca citta’ turistica e osservo la non integrazione della civilta’ aborigena. Tutto cio’ mi rattrista, non avevo pensato a questo fattore. Nonostante tutto sembri luccicare in questa citta’, a differenza delle centinaia di caotici centri abitati asiatici visitati precedentemente, la situazione dei nativi intrappolati nel cemento e dai vizzi occidentali genera una sorta di trascurabile macchia, qualcosa da non notare, da non pensare ed andare allegramente al bar o al negozio di souvenir. Una forte spaccatura e ogni volta che chiedo un parere ai visi palidi mi vengono date differenti versioni, che sembrano piu’ delle scuse, per non pensare ad una soluzione. Sempre che ci sia..... Cosi’ tra BBQ in case buie e freakkettone e serate passate nella terrazza di Chris lentamente mi introduco nella societa’ australiana, ovviamente con notevoli incomprensioni linguistiche, pazienza migliorero’ ed ora e’ tempo di sloggiare casa, saluto tutti e mi sposto in una spiaggia....
Un assaggio...
Italia 17-04-2010/24-04-2010
Slovenia 25-04-2010/30-04-2010
Ungheria 01-05-2010/10-05-2010
Ukraina 11-05-2010/11-06-2010
Russia 12-06-2010/26-06-2010
Kazakistan 27-06-2010/04-07-2010
Russia/Altay 05-07-2010/20-07-2010
Mongolia 21-07-2010/21-08-2010
Cina 22-08-2010/10-09-2010
Russia III 11-09-2010/20-09-2010
Giappone 21-09-2010/13-11-2010
Cina II 14-11-2010/27-12-2010
Vietnam 28-12-2010/06-01-2011
Laos 07-01-2011/03-02-2011
Cambogia 04-02-2011/17-02-2011
Thailandia 18-02-2011/14-04-2011
Malesia 15-04-2011/18-06-2011
Indonesia 02-07-2011/18-08-2011
Australia 27-08-2011/21-10-2011
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